Per Notizie da Padula, ho avuto l'onore di intervistare il maestro al quale vanno tutti i ringraziamenti per la grande disponibilità.
Nel 1973, sono grandicello.
Come è nata questa passione? Quali sono stati i suoi maestri e i suoi modelli?
E' nata per l'esigenza di voler dire, nei modi a me più consoni, la mia nel sociale...Sono autodidatta....il mio modello più vivino in generale è Guttuso, mentre nei vari momenti evolutivi ho scelto ora questo ora quello, ma più a livello formale che sostanziale...Sostanzialmente non è cambiato molto il mio messaggio almeno mi illudo di questo, ora, nel periodo attuale figurativo, c'è più tecnica che veemenza, tempi addietro, nei momenti hard giovanili, era il contrario.
La sua arte è costantemente indirizzata ad una ricerca del "colore" e della "materia", che vengono così uniti e sapientemente mischiati nelle sue opere. Cosa sono per lei i cosiddetti "materiali poveri"?
Sono tutte le opportuntà che la natura e, sopratutto, la vita dell'uomo, nella sua esagerata ricerca del perfetto o della soddisfazione, mettono da parte perchè inutilizzabili riempiepiendo intere gole (alla faccia del paesaggio!). In definitiva i materiali poveri per me sono i colori della espressione non figurativa.
Reciclare vuol dire riscoprire, rivalutare, far rinascere in nuove vesti. Quali sono le frontiere di quest'arte "povera" , che ben si coniuga con i movimenti di sensibilizzazione al riuso di materiali di rifiuto?
L'arte di solito precede la socializzazione ed il costume, da non molto si sente nella società l'esigenza di utilizzare materiali o prodotti riciclabili mettendo al bando il monouso...arriveremo sicuramente a quello. Nell'arte questa tendenza, sotto mille sfaccettature, è al declino ma per anni ha detto la sua almeno per quelli più attenti al fenomeno. Io stesso ho utilizzato tale tecnica o, per meglio dire, mi sono servito di tali materiali nelle mie composizioni negli ultimi anni 70 e ottanta, fino al 2000 e oltre, andando ad ingentilire e sofisticare sempre più il messaggio fino ad entrare nel figurativo ed oltre.
Quale messaggio o quale consiglio si sente di dare a chi si vuol avvicinare all'arte?
Nessuno. Se hai occhi aperti, orecchie spalancate, cervello iperattivo, shecherati dalla voglia di capire e dalla umiltà di imparare ponendoti domande continue, è l'arte si avvicina a te e sarà una vicinanza attiva vicendevolmente scambievole, altrimenti potrebbe verificarsi anche una vicinanza fisica ma improduttiva.
Ultima domanda e poi la congediamo...Padula è la sua terra natale anche se lei lavora e vive a Tursi (MT). Quali sono i ricordi più vivi del suo paese? quanto ha influito sulla sua carriera la natura e la semplicità del paese della Certosa?
Sono andato via piccolissimo da Padula che ne lei ne molti altri erano ancora nati, intanto ho subito sicuramente il dolore della mancanza di radici nell'humus materno, il paese che mi ha adottato e mi ospita mi ha dato e mi da tanto, lo si legge nelle mie attuali opere. Però ogni occasione di venire a Padula è stata sempre un pianto interiore ,con il doppio disagio di un sogno interrotto; una emozione che non conoscerà mai la parola "fine" e la violenza di una brusca interruzione....un dualismo tra sogno e incubo ...guardando nelle mani la radice di madre terra che penzola senza legame......