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Famosi per la loro pazienza e dedizione, i certosini, oltre alla preghiera e al lavoro, amavano dilettarsi nello studio: in questo panorama trova spazio una vastissima biblioteca, contenente migliaia tra libri, codici e manoscritti. Purtroppo oggi questo enorme patrimonio culturale è andato disperso: in seguito ai decreti napoleonici i monaci furono costretti ad abbandonare il convento, che venne depredato dai soldati imperiali.
I libri sono stati in parte venduti, in parte donati alle altre certose o abbazie: oggi è purtroppo difficile, a distanza di 2 secoli, ricostruire questo enorme patrimonio di scienza e letteratura.

Variegati sono infatti gli argomenti trattati negli oltre 2000 volumi presenti, non solo teologia e morale, adatti ai fini didattici, ma opere scientifiche (le Naturalis Historia di Plinio, la Fisica e la Metasifica di Aristotele), trattati di architettura, di medicina, di aritmetica e geometria.
E' evidente che un simile patrimonio librario non doveva servire solo ai monaci, ma che vi avessero accesso anche laici. Ai libri disponibili in biblioteca, si aggiungevano quelli personali, che i Padri custodivano nelle celle.

Fra gli altri, troviamo uno scaffale molto particolare, in cui erano contenuti i libri proibiti. E' necessario ricordare come ai certosini fossero interdetti alcuni autori (ad esempio Erasmo da Rotterdam e tutti gli autori protestanti) e alcune materie (l'astronomia e l'astrologia, l'alchimia e la chimica, il greco e il latino).

La sala della Biblioteca ha ospitato per diverso tempo un armeria, i cui segni sono visibili sul soffitto, pieno di bozzi lasciati dai proiettili. Vi si accede attraverso una scala elicoidale (a chiocciola), senza alcun sostegno centrale.

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