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ATTIS E MICHELE

Antico luogo di culto dei Cosilinati, vi si sviluppò il culto del dio Attis. La trasmigrazione dal culto pagano a quello cristiano di San Michele è probabilmente dovuta alle similitudini tra le due divinità.
Signore delle forze naturali e delle acque che sgorgano delle rocce, con questi epiteti era conosciuto San Michele. Molto simili le caratteristiche di Attis, anch'egli padrone delle forze sotteranee e delle acque, oltre che dei terremoti. Inoltre entrambi provenivano dalla Frigia: probabilmente il culto dell'Arcangelo, importato nel Vallo nel VI secolo dai Bizantini, andò a sostituire quello del più antico Attis.
In seguito, il culto dell'Arcangelo sarà "politicizato" per breve periodo dai Longobardi, che adattarono le sue caratteristiche al loro modo di intendere la vita: mentre il Michele bizantino era un misterioso angelo protettore delle chiese, per i Longobardi egli diventa un temibile guerriero alato, che guida il popolo alla sconfitta del diavolo.

IL LEGAME MISTICO

La chiesa, come oggi la conosciamo sorge intorno al X secolo, dopo l'abbandono totale dell'antica città situata sulla Civita, ad opera di qualche cittadino devoto e facoltoso o, meno verosibilmente, ad opera dei monaci della vicina Badia di San Nicola.
Numerosi sono infatti i casi in cui un monastero individua in una grotta il punto di riferimento di un esperienza di vita religiosa. La grotta per sua stessa natura è il simbolo della solitudine e del mistero, dove i monaci possono ritrovare le ispirazioni religiose perdute stando a contatto con il mondo cirscostante.
La grotta quindi ha rappresentato, e continua a rappresentare, il simbolo della fede dei padulesi, presenti e passati.


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