La possibilità di emigrare, dall'inizio del secolo scorso in poi, ha rappresentato per tanti un'opportunità di crescita e di benessere, dato che i propri paesi d'origine non offrivano effettive possibilità di condurre un'esistenza dignitosa e con qualche minima prospettiva di sviluppo. L'emigrazione, anche se costante nell'arco degli anni, nei due periodi post-bellici conobbe il suo momento più critico, poiché le due grandi guerre contribuirono a creare enormi sacche di miseria e di degrado ed ampliare l'esigenza di ognuno nella ricerca di nuove opportunità. Per contro, l'emorragia di presenze diede luogo ad un effettivo impoverimento intellettuale e fisico dei nostri territori, variamente stratificato a livello sociale. Frank A. Valente, Joe Petrosino, gli artisti scalpellini della famiglia Gallo, l'imprenditore Gagliardi, sono solo alcuni degli esempi delle trasversali capacità locali e delle innate doti della gente meridionale, che all'estero hanno avuto il loro giusto riconoscimento. Queste persone, coinvolte nel fenomeno migratorio, hanno fatto sì che in svariate parti del mondo (e particolarmente nelle Americhe) si creassero delle vere e proprie comunità di padulesi e dei paesi del Vallo di Diano, che, se da un lato non dimenticheranno mai la loro terrà d'origine, dall'altro hanno continuamente assistito ad un effettivo disinteresse istituzionale, che ha negato loro il giusto riconoscimento per gli enormi sacrifici che hanno fatto e che tuttora fanno. Non possiamo dimenticare che tante opportunità di sviluppo delle nostre zone sono state possibili grazie alle rimesse economiche provenienti dall'estero, cioè da quelle persone che nel bene o nel male sono state costrette ad andarsene a cercare altrove ciò che non garantiva la loro terra.
A tentare un dovuto approfondimento delle problematiche legate all'emigrazione, e al rapporto con le proprie zone d'origine, ha provato da diversi anni la P.A.S. -Padula Art Society- un'associazione che ebbe come primo Presidente l'eclettico, ancorché indimenticato Arnaldo Cimino e tra i suoi fondatori più attivi l'amico Franco Onorato, che è un padulese emigrato in California. Con la P.A.S. Franco Onorato si è da sempre impegnato per il riconoscimento di un sodalizio che effettivamente ha dedicato e dedica attenzione al fenomeno migratorio, allo scopo di sviluppare rapporti permanenti con le tante comunità di cittadini oriundi del Vallo di Diano. Questo per promuovere all'estero un'azione di salvaguardia dell'enorme patrimonio culturale del Vallo di Diano, con particolare riguardo per la storia e le attività locali, quali l'artigianato, le testimonianze artistiche e le prospettive turistiche del nostro territorio. L'azione della P.A.S. nell'arco degli anni si è notevolmente consolidata, tanto da contare attualmente più di 400 iscritti in diverse parti del mondo. Questi iscritti stanno in continuo contatto e tra le tante iniziative che hanno portato alla luce non possiamo dimenticare l'organizzazione del "TEPEDINO DAY" da parte del socio P.A.S. Francis J. Tepedino, che vive in California, e del cugino Carmine Tepedino, Presidente del Circolo "PADULA" di New York. Questa manifestazione ebbe notevole successo ed a Padula arrivarono decine e decine di emigrati e figli d'emigrati col cognome Tepedino, i quali ebbero la possibilità di visitare il paese d'origine della loro famiglia e conoscere le tante cose positive ancora riscontrabili nei nostri paesi.
Altra iniziativa della P.A.S. degna di essere ricordata riguarda il "Muro dell'Arte", posto in Via Regina Margherita a Padula. Presso questo muro è possibile ammirare alcune manifestazioni delle capacità artistiche, intellettuali ed artigianali del nostro stupendo territorio, che tutto sommato ha diritto ad una diversa attenzione da parte di chi dovrebbe garantire ad esso quella collocazione logica e meritata, in ambito non solo nazionale. All'epoca della nascita del Muro dell'Arte, grazie all'impegno della P.A.S., la cosa destò notevole clamore, tanto che numerosi musei ed istituzioni artistiche, sia italiane che straniere, manifestarono il loro interesse con lettere, dépliants e richieste di notizie. Purtroppo l'iniziativa ebbe solo un decollo parziale, dato che le istituzioni assunsero un atteggiamento impermeabile a questo nuovo sistema di promozione artistica ed attrazione turistica. Però il Muro dell'Arte poteva rappresentare un notevole trampolino di lancio per i tanti giovani artisti del nostro territorio, diventando una vera e propria "galleria" a cielo aperto, dove sarebbe stato possibile esporre la propria opera, ma anche avere la possibilità di confrontarsi con talenti di fama internazionale, richiamati dall'iniziativa.
Le novità hanno fatto sempre un po' paura a queste zone, specialmente se a proporle sono persone che hanno dimostrato vero attaccamento alla propria terra e che vorrebbero creare qualcosa d'apprezzabile e duraturo.
Purtroppo bisognava e bisogna avere i canali giusti !
Se non fosse per i canali giusti -ad esempio- come avrebbe potuto la Regione Campania finanziare con 400.000 euro una sola "notte" nel Parco della Certosa di San Lorenzo, onde permettere al critico d'arte Oliva di esporre della mesta pseudo - arte, nata nella frenesia di una presunta onniscienza ?
Possibile che -a spese della collettività- si possa tentare di propinarci la rivisitazione di favole antiche, dove pateticamente il lupo è azzannato da Cappuccetto Rosso e tutto è normale, ancorché impunito ?
Aleggia la convinzione generale che il territorio ha bisogno di ben altro. Ha bisogno che le iniziative delle persone di buona volontà non siano destinate al fallimento. Se questo accade è perché la nostra miopia ci rende incapaci di guardare oltre gli angusti confini dell'indifferenza, impedendoci in tal modo d'incoraggiare chi vuole costruire veramente qualcosa di serio, che rechi prestigio alla nostra terra.
La P.A.S. ha svolto, come svolge, la sua azione di volontariato deciso e gratuito, come dovrebbero essere tutte le cose che hanno un valore autentico, una genuinità che nasce dall'amore per dove si è nati. L'impegno profuso ha fatto sì che tanti figli di Padula, e delle altre zone del Vallo di Diano, avessero almeno un riferimento, capace di mantenere vivo quel legame con la loro storia e la loro cultura, apprezzabile solo da chi è costretto a starne lontano. Non possiamo continuare a disconoscerne l'operato, anche perché detiene una valenza particolare, dato che non risultano altrove iniziative identiche. Si può e si deve tentare di recuperare una parte del tempo perduto, dando alla P.A.S. ciò che gli spetta, il suo ruolo autentico, in modo che resti il collante per tenere legate la nostra arte e la nostra cultura alle tante persone emigrate. Però occorre una dimostrazione di buona volontà da parte di tutti, incoraggiando in modo pratico l'attività dell'Associazione, magari con la concessione di un locale comunale nella Corte esterna della CCertosa di San Lorenzo, che possa essere destinato a sede territoriale della P.A.S.
Sarebbe un riferimento importante, dal quale ripartire per un discorso utile a continuare a promuovere all'estero le realtà locali.
Ma soprattutto che consenta a chi è stato costretto ad emigrare di sentire meno lontani questi paesi, anche se adesso possono essere fatti di viuzze deserte e piazzette solitarie, ma che ancora emanano l'eco ineludibile dei ricordi, lo schiamazzo degl'interminabili giochi da ragazzi, che neanche l'indifferenza riuscirà a portare via...
Domenico Annunziata