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(Padula 5 novembre 1688, Brienza 28 agosto 1757)

Maestro scalpellino, scultore, stuccatore.
Figlio di Tommaso e Lucrezia Volpe. Abilissimo capomastro della grande comunità di scalpellini padulesi del ‘700, ha lasciato notevoli testimonianze della sua perizia soprattutto nella Certosa di S. Lorenzo (in part. Facciata, tra 1717 e 1723, con le statue dell’ordine inferiore e l’edicola traforata della Madonna; Chiostro Grande: Cimitero Nuovo, 1729, e Metope figurate della trabeazione, 1734-6; Portale e altare del Capitolo dei Padri; Epitaffio di S. Bruno alla Vascella, 1749), ma anche nel Centro storico di Padula (Acquasantiera in S. Michele Arc.; statua di S. Michele del 1729 e busto di Madonna con Bambino al Monte Romito; statua di S. Vito sul portale dell’omonima cappella; pavimento del Chiostro del Convento di S. Agostino, 1748), nella Chiesa di S. Stefano a Sala C. (in part. balaustra d’altare, 1720-30), in quella dell’Assunta a Sanza (ciclo dei santi Pietro, Paolo e Giuseppe con Bambino, del 1720) ed anche fuori del Vallo (si ricordi il portale della chiesa di S. Zaccaria a Brienza, del 1750). Ancor oggi le sue opere destano l’ammirazione e lo stupore di turisti ed esperti.

(M. Sanseviero, L’opera degli scalpellini di Padula nelle dinamiche artistiche del Vallo di Diano, Tesi di laurea, 2006)

Vincenzo Maria Pinto
Centro studi Vallo di Diano

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