(Padula 10 novembre 1836, Padula 30 dicembre 1912)
Patriota e uomo politico.
Fratello minore di don Vincenzo, ne raccolse l’ultimo respiro, condividendone quegli ideali mazziniani e quell’anelito alla democrazia, che lo indussero a dedicare una vita alla lotta contro il crimine e all’azione politica. Dalla primavera del 1862 guidò col grado di capitano - accanto a Vincenzo Santelmo - la Guardia Nazionale di Padula, neo-organismo dell’Italia post-unitaria avente funzione di difesa armata del territorio su base comunale. Negli anni di tale incarico, numerosi e significativi furono i risultati da lui ottenuti nella lotta contro i briganti, che - riuniti in bande operanti soprattutto in Basilicata – a Padula imperversavano sulle montagne e ricevevano sostegno in paese, rendendo così malsicure le strade e infidi i rapporti. Il successo maggiore fu sicuramente l’azione condotta contro il notissimo capobanda Angelantonio Masini (sul quale pendeva una taglia di ben 20.000 lire), attirato in trappola in casa di un suo compare e arrestato la notte del 20 dicembre 1864. In seguito, Filomeno si segnalò per il suo impegno politico, fondando nel 1877 la prima Società Operaia di Mutuo Soccorso di Padula e venendo eletto nel 1879 Consigliere Provinciale (carica ricoperta fino al 1884, quando gli subentrò l’avv. Giuseppe Mezzacapo). Grazie poi all’incarico di Capo dell’Ufficio Postale di Padula, poté godere negli ultimi anni di una maggiore agiatezza economica, che si concretizzò nell’acquisto di alcuni ex beni della Certosa (come i resti dell’abbazia benedettina di S. Nicola al Torone) e del palazzo sito in piazza S. Clemente, ove morì e che tuttora è in possesso dei suoi discendenti.
(E. Padula, Vincenzo e Filomeno Padula. Due fratelli nel Risorgimento italiano. Rubbettino 2006)
Vincenzo Maria Pinto
Centro studi Vallo di Diano