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(Padula 16 ottobre 1831, Barcellona Pozzo di Gotto 29 Agosto 1860)

Sacerdote e patriota.
Nato nella casa sita nella Strada Santo (oggi via Vincenzo Padula), da umile famiglia originaria di Montemurro (PZ). Dopo gli studi al Seminario di Teggiano, fu nominato Procuratore della chiesa matrice di S. Michele Arcangelo. Fin dal 1848, anno in cui la sua famiglia prese parte ai moti insurrezionali, fu lui il principale protagonista della cospirazione antiborbonica a Padula, coltivando rapporti con i comitati di altri paesi, lucani e campani. Altissima era la considerazione che ne aveva C. Pisacane, che lo considerava degno della massima fiducia al pari di nessun altro, ma crescente era pure il clima di sospetto intorno a lui. Sulla via di Napoli, a Salerno, fu arrestato insieme ad altri “attendibili” (come l’altro sacerdote patriota, don Giuseppe Cardillo) proprio alla vigilia della spedizione dei Trecento, il che condizionò non poco l’esito delle successive vicende. Rilasciato, si unì ai Mille di Garibaldi combattendo da valoroso a Calatafimi, Palermo e Milazzo. Ferito a una gamba durante quest’ultima battaglia, fu promosso Maggiore per meriti sul campo. Morì il 29 Agosto 1860 e venne seppellito nel cimitero della Chiesa dei Cappuccini di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

(E. Padula, Vincenzo e Filomeno Padula. Due fratelli nel Risorgimento italiano, Rubbettino 2006)

Vincenzo Maria Pinto
Centro studi Vallo di Diano

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