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Patriota.
Nato a Padula da nobile famiglia di sentimenti liberali, fu tra i principali ispiratori ed organizzatori dell’infelice Spedizione di Sapri. Corrispondente fidato di Carlo Pisacane, lo accolse con i rivoltosi nel suo palazzo (ancor oggi svettante al Largo 1° Luglio) quand’essi giunsero in paese, la sera del 30 giugno 1857. Per tale proditorio gesto e per la sua condotta apertamente antiborbonica, la sua casa fu poi saccheggiata e bruciata dai borbonici all’indomani del 2 luglio, mentre lui con la famiglia si dava alla macchia sui monti. A lungo ricercato anche dalla polizia dei comuni limitrofi, si consegnò volontariamente ai nemici il 25 gennaio 1859, ormai stanco e malato, chiedendo di morire nel suo letto. Piantonato dai gendarmi, spirò qualche giorno dopo.

(Testimonianza diretta dei familiari)

Vincenzo Maria Pinto
Centro studi Vallo di Diano

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